Costruito nel 1950, l'immobile è ancora di proprietà dell'Azienda Ospedaliera Villa Sofia-Cervello. Venne chiuso nel 2002 a causa di un adeguamento alle norme antisismiche che non fu mai completato.

Sette piani costati dodici milioni di euro si estendono su dodicimila metri quadri. All'epoca rappresentava un vanto enorme per la sanità palermitana, considerando anche i reparti specialistici di odontoiatria, pneumologia e oculistica.

Negli anni il colosso è stato martoriato da ladri, abusivi e tossicodipendenti, che hanno costretto l'azienda ospedaliera a murare ogni entrata. Questo non è bastato, però, a risolvere i problemi: ancora oggi molti soldi vengono spesi per la cura del giardino, onde evitare infestazioni di topi; inoltre, i commercianti della via lamentano che lo stato di abbandono dell'immobile non incoraggia la frequentazione della strada per il commercio.

L'ultima richiesta di riqualificazione del bene risale al 2013; tuttavia, poiché i lavori sono stati stimati in diverse decine di milioni di euro, questa è rimasta inascoltata. Le idee sono state molte su un suo possibile utilizzo; in particolare, nel 2020 ci si lamentava del suo abbandono in un contesto, quello della pandemia, in cui un ulteriore ospedale sarebbe stato di fondamentale importanza nella gestione della crisi sanitaria. Ad oggi, non sappiamo nulla del suo futuro.

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